Perillo: il Taurasi che nasce dal silenzio

Perillo: il Taurasi che nasce dal silenzio

Ci sono nomi che nel mondo del vino a parlare sono le bottiglie. Perillo è uno di questi. Michele Perillo è un vignaiolo di poche parole e di grande vino. La sua cantina a Castelfranci — uno dei comuni per la produzione del Taurasi DOCG — è il luogo dove l'Aglianico viene trattato con il rispetto che merita: nessuna fretta, nessun compromesso, nessuna concessione alla moda.

Il risultato è un Taurasi che gli appassionati di tutto il mondo cercano, e che spesso faticano a trovare. Perché Perillo produce poco. E quello che produce, finisce in fretta.

La storia: un vignaiolo, una vocazione

Michele Perillo ha dedicato la sua vita all'Aglianico di Castelfranci. Non è una storia di grandi investimenti o di strategie commerciali — è la storia di un uomo che conosce ogni vite del suo vigneto, che sa come si comporta l'Aglianico in ogni annata, che ha imparato dalla terra quello che nessun libro può insegnare.

La cantina è piccola, la produzione limitata, la filosofia essenziale: fare il miglior Taurasi possibile, ogni anno, senza eccezioni .

Il territorio: Castelfranci e l'Aglianic

Castelfranci si trova nella parte occidentale della zona Taurasi, su colline che superano i 500 metri di altitudine. Terreni argillosi e calcarei, esposizione ottimale, escursioni termiche marcate tra giorno e notte.

È un territorio che l'Aglianico ama profondamente. La maturazione è lenta — più lenta che altrove — e questo si traduce in vini con una struttura tannica importante, un'acidità naturale elevata e una capacità di invecchiamento straordinaria.

Le vigne di Perillo sono vecchie. Alcuni hanno oltre 40 anni — radici profonde in una terra che ha visto generazioni di vignaioli lavorare con le stesse mani e la stessa pazienza.

I vini: essenziali e immortali

Taurasi DOCG — il vino di riferimento di Perillo. Aglianico in purezza, da vigne vecchie su terreni argillosi. Rosso rubino profondo con riflessi granati. Al naso, frutti neri maturi, tabacco, cuoio, spezie scure e una mineralità ferrosa che ricorda la terra di Castelfranci. In bocca è austero, tannico, con un'acidità che taglia e un finale lunghissimo.

Taurasi Riserva DOCG — la selezione delle migliori uve. Affinamento più lungo in legno e in bottiglia. Tra i Taurasi più longevi e apprezzati della denominazione — può reggere 20, 30, anche 40 anni in cantina.

Irpinia Coda di Volpe DOC — il bianco di Perillo, da un vitigno autoctono irpino spesso sottovalutato. Affresco, sapido, con note di frutta gialla e fiori bianchi. Un vino immediato e piacevole, che mostra un lato diverso e inaspettato della cantina.

Perché il Taurasi di Perillo è così ricercato

La risposta è semplice: rarità e qualità . Perillo produce poche migliaia di bottiglie ogni anno — e ogni bottiglia è il risultato di un lavoro maniacale in vigna e in cantina. Non ci sono scorciatoie. Non ci sono correzioni. C'è solo l'Aglianico di Castelfranci, vinificato con intelligenza e rispetto, affinato con pazienza, imbottigliato quando è pronto.

Come degustare il Taurasi di Perillo

Quando aprirlo: idealmente dopo almeno 10-12 anni dalla vendemmia per il Taurasi base, 13-15 anni per la Riserva.

Abbinamenti: brasato di manzo al Taurasi, agnello al forno con erbe aromatiche, cinghiale in umido, pecorino di Carmasciano stagionato, pasta al ragù della domenica irpina.

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Abbiamo scelto Perillo perché rappresenta quello che il Taurasi può essere nella sua forma più pura — senza compromessi, senza filtri, senza moda. Un vino che racconta un uomo, una terra e una tradizione che meritano di essere conosciuti nel mondo.

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⚠️ La vendita di vino è riservata ai maggiorenni. Bevi responsabilmente.

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