C'è un posto in Irpinia dove il tempo sembra scorrere diversamente. Si chiama Lapio — un piccolo comune sulle colline avellinesi, a 600 metri sul mare, dove l'aria è fresca anche d'estate e le notti rinfrescano le uve lentamente, con la pazienza che solo la natura sa avere.
Qui, su terreni vulcanici ricchi di tufo e argilla, nasce il Fiano di Avellino di Rocca del Principe . Un vino che non ha bisogno di presentazioni tra gli appassionati — ma che merita di essere raccontato a chi ancora non lo conosce.
La storia: una famiglia, una vocazione
Rocca del Principe è l'azienda di Ercole Zarrella e Aurelia Fabrizio — marito e moglie, vignaioli per scelta e per passione. Non una grande cantina industriale, non un gruppo vinicolo. Una realtà familiare, piccola per dimensioni e immensa per qualità.
Ercole e Aurelia hanno scelto di restare a Lapio quando molti andavano via. Hanno scelto di lavorare le vigne di famiglia con rispetto per la tradizione e attenzione maniacale per il dettaglio. Hanno scelto di non seguire le mode — né i vini facili, né le etichette glamour.
Il risultato è un Fiano di Avellino che anno dopo anno viene citato tra i migliori bianchi d'Italia.
Il territorio: Lapio e il cuore del Fiano
Il Fiano di Avellino DOCG copre un'area vasta, ma non tutti i comuni sono uguali. Lapio è considerato uno dei cru storici — il luogo dove il Fiano esprime la sua anima più profonda e longeva.
I terreni di Rocca del Principe sono ricchi di tufo vulcanico, con una componente argillosa che trattiene l'umidità e garantisce freschezza anche nelle annate più calde. Le vigne sono allevate ad alberello e Guyot, con rese basse che concentrano gli aromi nel grappolo.
L'altitudine — tra i 500 ei 650 metri — garantisce escursioni termiche importanti tra giorno e notte. È questa differenza di temperatura che costruisce la complessità aromatica del Fiano: la freschezza, la mineralità, la tensione acida che lo rende unico.
I vini: essenziali, profondi, longevi
Rocca del Principe produce pochi vini. Nessuna dispersione, nessun compromesso.
Fiano di Avellino DOCG — il vino di ingresso, che ingresso. Fermentazione in acciaio, affinamento sui lieviti, imbottigliamento tardivo. Al naso è floreale e fruttato — pesca bianca, nocciola, fiori di campo. In bocca è sapido, fresco, con una mineralità che ricorda la pietra bagnata. Un bianco che può invecchiare 10, 15, anche 20 anni.
Fiano di Avellino Tognano Riserva DOCG — la selezione delle vigne più vecchie, in località Tognano. Più complesso, più profondo, più lungo. Un vino da meditazione che si apre nel bicchiere con il tempo, rivelando strati di agrumi canditi, miele d'acacia, erbe aromatiche e una mineralità quasi salina.
Fiano di Avellino Versante d'Ercole DOCG — la vigna di Ercole, il vino più personale. Affinamento più lungo, carattere più austero. Per chi vuole capire dove può arrivare il Fiano di Avellino quando viene trattato come un grande vino da invecchiamento.
Fiano di Avellino Neviera di Sopra Riserva DOCG — l'ultima nata, da una vigna storica in una delle posizioni più fresche di Lapio. Mineralità estrema, tensione acida, lunghezza infinita.
Perché il Fiano di Avellino invecchia così bene
La risposta è nel vitigno e nel territorio. Il Fiano è naturalmente ricco di polifenoli — sostanze antiossidanti che proteggono il vino dall'ossidazione e ne permettono l'evoluzione nel tempo. Unito alla freschezza acida garantita dall'altitudine di Lapio e alla mineralità dei suoli vulcanici, il risultato è un vino che non solo regge il tempo — ma migliora con esso.
Una bottiglia di Rocca del Principe aperta a 10 anni dalla vendemmia è un'esperienza completamente diversa dalla stessa bottiglia aperta giovane. Più complesso, più profondo, più emozionante.
Come degustarlo
Temperatura di servizio: 10-12°C per i vini giovani, 13-14°C per le Riserve e le annate più mature.
Bicchiere: un calice ampio, da vino bianco strutturato — non il classico flute, ma qualcosa che lasci respirare il vino.
Abbinamenti: risotto alla zucca e tartufo, pasta e fagioli con le cozze, baccalà alla napoletana, formaggi a pasta molle erborinati, frittura di paranza. E — perché no — da solo, come vino da meditazione davanti a un tramonto irpino.
Rocca del Principe - Scopri i vini su Vitigni Irpini
Abbiamo selezionato i vini di Rocca del Principe perché rappresentano esattamente quello in cui crediamo: territorio, autenticità, artigianalità. Vini che raccontano un luogo preciso e una famiglia precisa — non una formula industriale.
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⚠️ La vendita di vino è riservata ai maggiorenni. Bevi responsabilmente.