Greco di Tufo DOCG: il bianco che nasce sulle miniere e dalla roccia

Greco di Tufo DOCG: il bianco che nasce sulle miniere e dalla roccia

Se il Fiano di Avellino è il bianco dell'eleganza silenziosa, il Greco di Tufo DOCG è quello della forza dichiarata. Non si nasconde. Non sussurra. Parla chiaro, con una voce minerale e sapida che rimane impressa nel palato molto dopo l'ultimo sorso.

È il terzo grande DOCG dell'Irpinia — e forse il più immediato da amare. Anche il Greco di Tufo DOCG, come il Fiano di Avellino, nel 2020 nel disciplinare aggiunge una novità: "Può diventare Riserva". 

Un nome, una storia, un luogo

Il Greco è un vitigno di origine antichissima, probabilmente portato in Campania dai coloni greci tra l'VIII e il VII secolo aC — da qui il nome. Ma è nel comune di Tufo , in provincia di Avellino, che ha trovato la sua casa definitiva: un territorio unico, dove il sottosuolo è ricco di zolfo e tufo vulcanico, e dove l'uva esprime caratteristiche che non si ritrovano in nessun altro posto al mondo.

La DOCG comprende otto comuni dell'avellinese, ma è proprio intorno a Tufo — con le sue miniere di zolfo dismesse ei suoi suoli giallistri — che il Greco raggiunge la sua espressione più autentica.

Il carattere del Greco di Tufo

Il Greco di Tufo è un vino dal carattere deciso. Al naso si presenta con pesca gialla, albicocca, agrumi, fiori bianchi e una nota minerale quasi sulfurea — quella firma inconfondibile del terroir di Tufo che nessuna tecnica enologica può aggiungere se il suolo non la porta già con sé.

In bocca è pieno, sapido, con un'acidità vibrante e un finale ammandorlato che è il suo marchio di fabbrica. Non è un vino sottile — è un vino che occupa il palato con sicurezza, lasciando una sensazione di freschezza e pulizia che invita al sorso successivo.

Servito tra 10 e 13°C , in un calice di media ampiezza, esprime al meglio la sua personalità. Può essere bevuto giovane, ma guadagna complessità con 3-5 anni di bottiglia.

Abbinamenti consigliati

Il Greco di Tufo è un vino da cucina vera — non da aperitivo. La sua struttura e sapidità lo rendono perfetto con frutti di mare e crostacei (scampi, gamberi, struzze, spaghetti alle vongole), pesce al forno o alla griglia (orate, spigole, dentici), primi piatti ricchi come pasta e fagioli o minestre di legumi, formaggi semi-stagionati e antipasti della tradizione campana, e frittura di pesce. Una combinazione meno ovvia ma straordinaria è anche con la pizza con gusti "intensi".  La mineralità del Greco è sorprendente.
 

La triade irpina: un patrimonio unico

Con questo articolo si chiude la trilogia dei grandi DOCG dell'Irpinia:

Taurasi — il Re rosso, potente e longevo, nato dall'Aglianico su suoli vulcanici.
Fiano di Avellino — il bianco dell'eleganza, minerale e capace di invecchiare magnificamente.
Greco di Tufo — il bianco della forza, sapido e immediato, figlio di una terra di zolfo e tufo. Scopri i vini Greco di Tufo DOCG su Vitigni Irpini 

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