Sertura: dove la tradizione irpina incontra la precisione

Sertura: dove la tradizione irpina incontra la precisione

Nel panorama vinicolo irpino, ci sono cantine che sorprendono per la loro capacità di lavorare su più fronti con la stessa qualità e la stessa coerenza. Sertura è una di queste.

Una realtà che abbraccia l'intera triade delle DOCG irpine — Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo — con un approccio che mette al centro il territorio e il rispetto per i vitigni autoctoni. Tre denominazioni, tre caratteri diversi, un'unica filosofia: fare vino in purezza.

La storia: una cantina radicata nel territorio

Sertura nasce dall'amore per l'Irpinia e dalla consapevolezza che questo territorio ha qualcosa di unico da offrire al mondo del vino. Una cantina che non cerca i riflettori, ma che lavora con costanza e dedizione per produrre vini che parlano da soli.

Il nome stesso evoca radici profonde — un legame con la terra irpina che si traduce in ogni bottiglia prodotta.

Il territorio: il cuore delle DOCG irpine

I vigneti di Sertura si trovano nel cuore delle tre grandi denominazioni irpine. Terreni vulcanici e argillosi, altitudini variabili tra i 400 ei 600 metri, microclimi diversi per ogni vitigno — ognuno coltivato nel luogo che gli appartiene.

L'Aglianico sulle colline taurasine, precisamente nel comune di Torre le Nocelle, dove la maturazione tardiva costruisce struttura e longevità. Il Fiano nelle zone più fresche e ventilate, precisamente a Montefalcione, dove l'acidità naturale si conserva intatta. Il Greco sui suoli vulcanici ricchi di minerali, precisamente nel comune Prata Principato Ultra - località Vallimai -, dove la sapidità e la verticalità sono di casa.

I vini: tre DOCG, un'unica anima

Taurasi DOCG — l'Aglianico di Sertura, vinificato con rispetto per la tradizione. Rosso profondo, con frutti neri, spezie e una mineralità che ricorda la terra vulcanica. Tannini presenti ma eleganti, finale lungo e persistente.

Fiano di Avellino DOCG — fresco, floreale, con note di pesca bianca e una bella acidità.  Un Fiano che esprime la freschezza e la tensione acida tipiche delle migliori espressioni della denominazione.

Greco di Tufo DOCG — sapido, verticale, con quella caratteristica mineralità sulfurea che distingue il Greco dai suoli vulcanici di Tufo. Affresco in gioventù, capace di sviluppare complessità con qualche anno di bottiglia.

Irpinia Aglianico DOC — il vino di accesso al mondo Sertura. Meno austero del Taurasi, più immediato, ma con la stessa identità territoriale.

La filosofia: Uva, anima e cuore.

Sertura lavora con una filosofia che mette al centro l'onestà — verso il territorio, verso il vitigno, verso il consumatore. Nessuna correzione eccessiva, nessun artificio tecnologico che stravolga il carattere naturale delle uve.

Il vino di Sertura è quello che è: Irpinia in bottiglia. Con tutti i suoi pregi — la struttura, la mineralità, la longevità — e con tutta la sua autenticità.

Come degustare i vini di Sertura

Il Taurasi va servito a 18°C, con decantazione di almeno 60-90 minuti. Abbinamenti ideali: carni rosse brasate, agnello al forno, formaggi stagionati irpini.

Il Fiano va servito fresco, tra i 10 ei 12°C. Perfetto con pesce al forno, risotto ai frutti di mare, mozzarella di bufala.

Il Greco va servito a 10-12°C. Ideale con crostacei, frittura di paranza, baccalà, formaggi freschi.

L'Aglianico DOC va servito a 16-18°C. Versatile, si abbina bene con pasta al ragù, salumi irpini, secondi di carne.

Sertura - Scopri i vini su Vitigni Irpini

Abbiamo scelto Sertura perché rappresenta l'Irpinia nella sua forma più onesta e diretta. Vini che non cercano di stupire con effetti speciali, ma che raccontano il territorio con precisione e coerenza.

Se vuoi scoprire le tre DOCG irpine attraverso una cantina affidabile e di carattere, Sertura è la scelta giusta. Prenota il tour con noi.

⚠️ La vendita di vino è riservata ai maggiorenni. Bevi responsabilmente.

Retour au blog